I cinque pilastri della Cambusa Critica

I cinque pilastri della Cambusa Critica

Per poter realizzare un progetto che rispetti i criteri della Cambusa Critica, non si può prescindere da questi cinque aspetti fondamentali:

  • Salute
  • Economia
  • Territorio
  • Cittadinanza
  • Ambiente

Il primo passo: osservare, dedurre e agire

Basare la propria alimentazione su questi criteri ha diverse ripercussioni che si riflettono sul consumatore, sul produttore, sul territorio e sulla cittadinanza stessa.

Da quando ci siamo messi in gioco, abbiamo dovuto accrescere la nostra consapevolezza, in primis acquisendo quel minimo di informazioni necessarie per iniziare ad essere dei consumatori più critici. Abbiamo concentrato la nostra attenzione sulle etichette, osservando gli ingredienti e gli eventuali additivi, facendo attenzione agli imballaggi ed ai contenitori, ricercando il luogo di produzione, l’azienda produttrice ed indagando sulle politiche adottate.

Il primo passo è stato quello di fare la spesa partendo da quanto indicato nelle etichette e prediligendo degli alimenti più salutari, dei quali conoscevamo tutti gli ingredienti, la provenienza e che non contenessero strane sostanze chimiche. Perciò abbiamo scartato i prodotti industriali blasonati, troppo spesso elaborati, ricchi di additivi chimici e dei quali non riuscivamo a rintracciare la provenienza. Ma come distinguere i prodotti? E le materie prime?

Un’occhio al territorio ed esempi di cittadinanza

Per rispondere a questa domanda siamo partiti dal territorio, cercando attorno a noi picccoli produttori, aziende locali che, attraverso i loro prodotti ed i loro sistemi di produzione, sposassero la nostra causa. Abbiamo incontrato persone che non solo condividono i principi della cambusa critica, ma addirittura ne fanno una scelta d’impresa.

Le realtà venute a galla sono molteplici, più di quanto ci aspettavamo e sono le più disparate; partendo da chi cerca di offrire prodotti di qualità derivanti da specie locali, a chi è attento anche alla produzione e al confezionamento e punta a riciclare così da ridurre l’impronta ecologica e quindi il rifiuto che finisce in discarica. Sono emerse anche realtà territoriali nelle quali si mette a frutto il lavoro di persone diversamente abili o con percorsi di reinserimento lavorativo con un significativo impatto anche sulla cittadinanza. Acquistando quindi secondo i criteri della cambusa critica non solo ci si orienta su una alimentazione più salutare, ma si possono scegliere anche prodotti con un basso impatto ambientale e che supportino e salvaguardino le specificità del territorio, che sostengano l’economia locale o addirittura favoriscano l’adozione di modelli di società sostenibile più etici.

Una nuova consapevolezza

Come è emerso durante le nostre ricerche, questi cinque aspetti della cambusa critica, veri e propri pilastri, sono direttamente correlati uno all’altro.

A seconda dell’azione che si voglia intraprendere, che sia essa un’attività, un’uscita,una route o un autofinanziamento; il primo passo è focalizzare la propria attenzione sull’azione da intraprendere.

Come abbiamo mosso i primi passi

Per la route sul Pollino nel 2015, il Clan ha sperimentato per la prima volta il concetto di Cambusa Critica, adottando due criteri differenti poiché la route era suddivisa in una parte di servizio e una parte di sola strada. Poche regole fondamentali rappresentano le necessità per la route di strada: zaino leggero, provviste essenziali, soluzioni pratiche per pranzare/cenare, che garantiscano il giusto apporto energetico per affrontare un simile sforzo.

La pattuglia cambusa e tutto il Clan, hanno cercato delle soluzioni pratiche come cibi liofilizzati, incontrando i primi ostacoli. L’obiettivo era si, quello di avere prodotti che occupassero poco spazio e fossero leggeri, ma non si voleva prescindere dalla qualità, dal tipo di ingredienti utilizzati, dagli additivi chimici presenti e da dove venissero prodotti. Ci siamo attivati cercando le soluzioni presenti sul territorio, scartando le marche di grido in quanto rispettavano solo praticità e leggerezza, ma non davano informazioni chiare sulla provenienza degli ingredienti, o per la maggior parte usavano additivi chimici.

Siamo entrati in contatto con un’azienda, della nostra regione che ha partecipato al progetto Discovery, che aveva lo scopo di rifornire gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale ISS. Tale progetto, consentiva agli astronauti di portare in orbita cibi confezionati che rappresentassero le proprie realtà locali e le tradizioni in cui erano cresciuti. Questi prodotti, vista la provenienza, gli ingredienti e la mancanza di additivi chimici rispondevano bene alle nostre richieste. Per la parte del campo fisso, la pattuglia Cambusa ha colto l’occasione offerta da una grossa fiera gastronomica dove ha avuto la possibilità di incontrare un’azienda che produce pasta partendo da qualità di grano locali.

Per la verdura, gli ortaggi, la frutta, la farina o il pane ci siamo affidati ai produttori locali con i quali è possibile stabilire una relazione più continuativa così da seguire seguire la stagionalità e conoscere i metodi di produzione.