Tempo di sfide in noviziato: in visita per Bombay…

Phileas Fogg aveva saputo vederci bene! La squadra che lo aveva accompagnato, era davvero di grande aiuto, in men che non si dica aveva costruito 5 solide zattere con i resti delle barche affondate depositate nell’area di rimessaggio del porto di Brindisi. Tutti insieme era riusciti così a dirigersi verso il piroscafo ancorato sul molo, che scaldava i motori. Risaliti sulla banchina si erano accodati al resto dei passeggeri per salire sull’imbarcazione.

Valigia delle Indie in partenza per Bombay tra 10 minuti” andava scandendo il marinaio all’accoglienza, “Benvenuto a bordo Mr. Fogg le vostre cabine sono sul ponte C dalla 10 alla 18. Naisha accompagna i signori nelle loro camere” aveva indicato il capitano.

Da poche settimane, con l’inizio della stagione dei monsoni la compagnia inglese aveva riaperto i viaggi verso oriente. Benché questa tratta fosse la più lunga di tutte, avrebbe permesso ai nostri avventurieri di rivedere i tempi e le necessità di tutto il percorso rimanente. Nonostante il vento a favore cosicché riducesse i tempi di percorrenza, dopo il Golfo di Oman, non mancarono i giorni di burrasca ma una volta entrati nel mar Arabico, l’india era ormai all’orizzonte.

La nave attraccò al Gateway of India di Bombay, in una classica giornata afosa di giugno. Naisha, incaricata dal capitato di accompagnare Phileas Fogg ed i suoi compagni dentro Bombay, raggruppò tutta la squadra sul ponte. “Cara Naisha, visto l’orario di arrivo, avremo non più di qualche ora per poter visitare Bombay. Cosa ci consiglia?” chiese Fogg, la guida guardò l’orologio e poi rispose “se ci spostassimo nel quartiere di Prabhadevi, avremmo vicino la stazione ferroviaria di Parel e potremmo visitare il Tempio di Siddhivinayak, tra i più importanti di Bombay, dedicato a Ganesh”.

Una volta scesi al porto, i nostri viaggiatori si diressero verso la stazione concordata per poter lasciare i bagagli presso il deposito. Il tempio distava poco meno di un miglio e lo raggiunsero in una quindicina di minuti. Scesi per Sayani Road, si poteva appena scorgere l’ingresso perché la strada benché molto larga, era completamente piena di persone. Tutti intonavano una nenia malinconica e la testa della processione trasportava presumibilmente una salma avvolta in un lenzuolo di lino, accompagnata da stendardi e gonfaloni in tessuti pregiati intrecciati con fili d’oro.

“È il funerale di un aristocratico molto influente di Bombay” disse Naisha; “è in corso la cerimonia “Sati”, aggiunse con un tono di voce più cupo che non passò inosservato. “Cerimonia Sati?” replicò Fogg, incuriosito da quel repentino cambio di tono. Naisha raccontò loro di quella pratica funeraria che prevedeva che, una volta morto il marito, la vedova si bruciasse viva sulla sua pira funeraria in segno di devozione al proprio marito. 

“Solo le mogli più virtuose compiono questo gesto” disse Naisha in tono ironico. “Eccola lì” e puntò il dito verso una donna vestita in quelli che Naisha spiegò loro essere gli abiti cerimoniali Sati. Era in processione anche lei, ma era sostenuta ai lati da due uomini, entrambi con uno strano tatuaggio sulla mano sinistra ma che i nostri riconobbero, e il suo capo era chino e non pareva muovesse i piedi anzi sembrava fosse trascinata. “Ma la donna è incosciente!” fece notare Fogg allarmato. Naisha non rispose, ma annuì rassegnata.

“Non possiamo lasciare che la brucino viva” disse Fogg “Dobbiamo fare qualcosa!” “Cosa propone di fare, Mr. Fogg?” replicò Passpartout,  “Ho un’idea, ma ho bisogno di tutti voi per farla funzionare, non sarà semplice ma dobbiamo provarci” aggiunse Fogg.

“Il piano è questo: avvolgeremo Passepartout in un telo bianco e lo sostituiremo di nascosto al corpo del defunto sulla pira; durante la cerimonia si alzerà dal rogo creando il panico tra la gente, allora prederemo la donna e fuggiremo via”

“Come faremo a sostituire me con la salma, Mr. Fogg?” domandò Passpartout “è qui che entrate in gioco voi, miei audaci avventurieri, voi creerete la distrazione giusta affinché il nostro piccolo trucco abbia effetto”

“Ho bisogno che costruiate delle torce, ehm no…delle piccole pire…o un fuoco, si! Un fuoco riflettore! Accendete un fuoco, che bruci, che faccia fumo e luce nella direzione giusta, così attireremo l’attenzione lì dove serve e saremo in grado di scambiare i corpi in un batter d’occhio. Dobbiamo fare in fretta, non c’è tempo da perdere!

Riusciranno i nostri impavidi avventurieri a realizzare dei  fuochi riflettori (1 per coppia) capaci ardere che possano aiutare Fogg a salvare la giovane donna dalla morte? Nella valutazione della prova si terrà conto del tempo di costruzione, della messa in sicurezza dei riflettori, della capacità di mantenere la fiamma e della tecnica utilizzata per realizzarli

In bocca al lupo, giovani avventurieri!

I punteggi conquistati nella tappa precedente sono:

 

Le zattere delle pattuglie:

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